Friday, 26 August 2016

La cascata di Keila (Keila juga)

A circa quaranta chilometri ad ovest di Tallinn, nel comune di Keila, abbiamo visitato le terze cascate più imponenti dell’Estonia. Il fiume Keila, largo circa 70 metri, poco prima di buttarsi nel mare fa un salto di circa 6 metri nel mezzo di una foresta, accanto ad un’antica centrale elettrica che comunque non deturpa, né sconvolge l’aspetto del paesaggio circostante. 
Un sentiero pedonale si snoda tra i fitti alberi e comprende un ponte a monte ed un altro a valle, che consentono di attraversare il fiume per due volte e di tornare al luogo di partenza senza essere costretti a passare due volte nello stesso punto. 
L’escursione ci è piaciuta molto, perché la cascata non è méta del turismo di massa ma, nel contempo, è bellissima e davvero suggestiva.

FILMATO - Sulla strada da Tallinn a Keila

Thursday, 25 August 2016

Tallinn nell'agosto 2016

Tallinn è la capitale ed il cuore pulsante di tutta l’Estonia. Al primo di agosto 2016, Tallinn registrava 441.357 residenti su 1.315.944 abitanti dell’intera Estonia (dato dell’ultima statistica ufficiale del 01.01.2016). Vale a dire, un Estone su tre vive nella capitale. Il centro storico dal 1997 è inserito tra l’elenco dei patrimoni dell’umanità riconosciuti dall’UNESCO; sulla mappa ha una forma di uovo pendente verso destra, avente a nord la vivace area portuale, dalla quale è comunque fisicamente separata da un’arteria stradale est-ovest, mentre a sud, fra “ore tre” e “ore nove”, si trova la città nuova, con una forma allungata verso est (a ridosso della strada che conduce verso Narva e San Pietroburgo) e verso sudovest (abbracciata alla direttrice che porta verso Pärnu e Rīga). A sudest un lago ed il piccolo e grazioso aeroporto lasciano lo spazio per consentire lo scavalcamento solo della strada direzionale verso Tartu e l’Estonia meridionale. 
La sezione di Tallinn a ridosso del sud del centro storico è occupata da alcuni edifici alti: le “torri gemelle” (lo Swissôtel Tallinn ed il Tornimäe Business Centre, entrambi alti 117 metri e finiti di costruire nel 2007), il Radisson Blu Sky Hotel (103 metri, costruito nel 2005) ed un’altra ventina di grattacieli e palazzoni, perlopiù moderni, 2 dei quali dell’epoca sovietica. Ma la costruzione più alta resta ancora la Chiesa di Sant’Olav (Oleviste kirik), risalente al 1549 e che fino al 1625 ebbe il record di essere l’edificio più alto del mondo. 
Oltre la cinta di detti palazzoni – ma il capitolo non è archiviato, perché sembra che stiano valutando la costruzione di nuovi giganti – c’è la città dei cittadini, sempre più impegnati con il traffico e con i soliti problemi quotidiani. Nei quartieri più popolari, originariamente costituiti da casermoni sovietici tutti uguali, per quanto possibile si è cercato di rendere più piacevole la vita, con arredi urbani e modifiche di ottima riuscita, non disdegnando talvolta di colorare daccapo i palazzi; le altre costruzioni abitative tradizionali, simili a quelle scandinave, in buona parte sono sembrate in ottimo stato di conservazione ed in altri casi in attesa di una reinterpretazione. Il quadro generale è di una città viva e che, nel contempo, cerca di non lasciare indietro gli angoli bui. 
Rimandando alle numerose altre fonti i racconti sul centro storico di Tallinn, dove spesso andavamo per alcune ore alla sera dopo il rientro dalle escursioni quotidiane, preferiamo soffermarci su altri dettagli del resto della città. 
Le strade ed i marciapiedi sono puliti e, sebbene talvolta non mostrino perfetta linearità nel fondo, sono tuttavia sempre senza buche. La segnaletica stradale è completa ed in eccellente stato (nel senso che non ci sono mai pali storti o segnali piegati o arruginiti), scarabocchi e graffiti sui muri sono quasi inesistenti e, laddove presenti, rimandano quasi sempre a parole scritte con caratteri cirillici. L’assenza di cartacce, bottigliette e rifiuti abbandonati si estende dalle strade anche ai parchi ed ai giardini pubblici. In questi ultimi ci sono le panchine sempre integre, le aiole ben curate, le aree con i giochi per bambini costantemente pulite come se fossero state inaugurate un’ora prima; i prati delle aree verdi, inoltre, sono costantemente rasati e non nascondono mai chewing gums, cacche di cani, fazzolettini, residui di sigarette o siringhe usate, tanto per citare alcuni casi di materiale che si trova spesso in analoghi posti in Italia. 
Gli automobilisti sono abbastanza disciplinati, non suonano il clacson, si fermavano sempre per fare attraversare i pedoni e sono molto rispettosi dei limiti di velocità. Non abbiamo mai notato le manifestazioni dello stress che vige in Italia, come urla, gestacci, sgommate, lampeggiamenti di fari, fiancate rigate e compagnia bella. I parcheggi a pagamento si trovano solo nel distretto centrale (Kesklinn) , con prezzi sempre più cari a mano a mano che dalla periferia ci si avvicina al centro storico; si tenga presente che il servizio di trasporto pubblico è gratuito e che i grandi hotels hanno i loro garages riservati e quindi è giusto che, chi si può permettere di andare al centro storico con la macchina, debba pagare per contribuire a mantenere i servizi sociali e pubblici per i meno abbienti. 
Le mamme che lavorano possono contare su particolari asili nido pubblici gratuiti, che quindi consentono alle giovani coppie desiderose di avere figli di non dover ricorrere a nonni, ad acrobazie oppure a servizi privati onerosi. 
Gli indici di criminalità sono notevolmente più bassi che da noi. Se è vero che la pericolosità di una città del “primo mondo”si può misurare dalla quantità di poliziotti che si vedono in giro, a Tallinn non li abbiamo mai incontrati. Sembra che la diffusissima videosorveglianza e la presenza di guardie giurate all’interno dei centri commerciali, come deterrente, possano bastare per andare avanti. Niente uomini in divisa e/o armati davanti al Comune, all’entrata del Parlamento o davanti alle ambasciate. Abbiamo visto solo due sentinelle, ma niente di più, all’entrata della residenza del Presidente della Repubblica, all’interno del magnifico Parco Kadriorg, completamente e gratuitamente avvicinabile ed usufruibile dal pubblico per 24 ore al giorno. 
A Tallinn, così come in tutta l’Estonia, vige il privilegio di poter andare a zonzo e decidere di fermarsi e mangiare in modo “slow food” a qualsiasi ora, perché nessuno si azzarderebbe mai a dire al cliente che la cucina è chiusa, che è tardi per il pranzo o che è presto per la cena. I prezzi sono abbordabilissimi, al punto che, davvero, un nucleo familiare composto da due persone spende di meno a pranzare e cenare fuori di quanto spenderebbe per fare la spesa, cucinare ed apparecchiare a casa. Una formula molto in voga tra molti residenti è quella di fare un buon pranzo completo fuori e, per cena, magari a casa ci si fa bastare un po’ di frutta. 
Tallinn è sicuramente stata promossa come città degna di una visita turistica, ma non nella formula che abbiamo osservato in certi altri turisti. Molto spesso la capitale dell’Estonia viene inserita in viaggi organizzati che comprendono anche Rīga e Vilnius; oppure come scalo di poche ore delle navi da crociera del Baltico. Tallinn invece andrebbe visitata da sola (per 2 o 3 giorni almeno) ed inserita in itinerari che non comprendano altre nazioni, ma anche Tartu e qualche puntatina nelle altre contee, nelle isole o alle colline del sudest.

Un giardino pubblico all'interno di Tallinn.
Tallinn patrimonio culturale dell'umanità.
Tallinn, Vene tänav ("Via Russia"). Il palazzo sulla destra è la sede dell'Ambasciata d'Italia.
Tallinn, centro storico.
Tallinn, centro storico.
Tallinn, Raekoja plats ("Piaza del Comune").
Tallinn, centro storico.
Tallinn, centro storico.
Tallinn, centro storico.
Tallinn, centro storico.
Tallinn, centro storico.
Tallinn, Riigikogu ("Il Parlamento").
Tallinn, veduta dal centro storico verso sud: l'orizzonte moderno dietro a quello medievale.
Tallinn vista dal centro velico di Pirita.